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Come Amare Se Stessi (6) - I Pattern che ci Picchiettano

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Come Amare Se Stessi (6) - I Pattern che ci Picchiettano

Sara Francesca



Quest’articolo è il sesto step della Guida Pratica all’Amore di Sè in 10 passi ispirata ai principi di Louise Hay.


Trascrizione dell’Audiocorso Come Amare Se stessi


Un caro saluto di benvenuto, caro amico, cara amica,



Oggi parliamo del sesto passo per imparare ad amare di più se stessi. 



Non c’è limite all’Amore di Sè. Se pensi di amarti già abbastanza, puoi amarti ancora di più. Sei d’accordo con me che l’amore è infinito? 



Se hai dei figli, degli amici a cui vuoi veramente bene, un partner che ami… Avrai avuto anche tu l’esperienza che l’Amore, così come la Coscienza, può continuare ad espandersi. 



A che cosa serve amare di più se stessi? 



Amare di più se stessi serve a… vivere?!



Se respirare serve a sopravvivere, amare se stessi serve a vivere! Il mondo è pieno di persone che non si amano o si amano molto poco. 



Persone che fanno fatica a dirsi che sono belle quando si guardano allo specchio, che non accettano i propri sbagli, che rimandano i propri sogni e non rispettano i propri piani. 



L’amor proprio è un argomento del quale non si parla molto nei canali di stampa tradizionali, sui social o nelle conversazioni quotidiane… Come tanti altri argomenti appartenenti al mondo interiore e allo sviluppo personale viene lasciato in disparte e preso molto poco in considerazione. 



Parlare delle cose che non si vedono non è da tutti, ce lo racconta anche il Piccolo Principe. 



E allora ti faccio i complimenti per aver seguito questo audiocorso fino alla 6° puntata, per la tua voglia di imparare, di evolvere, di diventare una persona migliore, o meglio di avvicinarti di più a chi sei veramente, alla tua essenza di persona. 



Amare l’invisibile che c’è in Te 



Questa settimana parliamo proprio d’imparare ad amare l’invisibile che c’è in te. 



Per darti maggiore chiarezza, in questo episodio sostituisco il verbo “amare” con il verbo “accettare”. In realtà non è una vera e propria sostituzione, nel senso che, secondo il mio punto di vista, nell’accezione della parola “amare” è compreso il concetto dell’accettazione e quello della compassione



Per vivere una vita felice e stare in armonia con il mondo che ti circonda, è fondamentale che inizi a conoscere e comprendere il tuo mondo interiore. 



Perchè la crescita personale è così difficile e solo in pochi, come me e alcuni di voi, hanno deciso di investirci tempo, denaro ed energie? 



Per crescere bisogna uscire dalla zona familiare, la cosiddetta zona di comfort, ed entrare in terreno di discomfort. Il discomfort però non dura per sempre, è solo un passaggio. 



E’ come se ti trovassi su un’isola, che è la tua zona di comfort. L’isola è bellissima, ma è piccolina.  E’ bellissima… Ci sono alcune cose che ti piacciono e alcune cose che non ti piacciono, ma le conosci tutte e ti senti al sicuro su quella piccola isola perché ci abiti da quando ci sei nato. 



Poi un giorno, per curiosità o per noia, ti affacci oltre i confini di quest’isola e vedi che al di là c’è un’immenso continente con paesaggi spettacolari. Allora decidi che dall’isola vuoi arrivare al continente che c’è oltremare, solo che per arrivarci devi fare la fatica di remare fino a lì, solo o sola, in mezzo al mare. 



Le persone ti hanno raccontato che il mare è pieno di pericoli, che è meglio stare dove sei, che "non vorrai mica rischiare”…. E allora rimani sulla tua isoletta, confinato a ciò che ti è familiare, anche se non ti piace. 



Immagina che chi ti tiene sull’isola è la tua mente attuale, l’insieme delle tue abitudini di pensiero, che possiamo anche chiamare mindset, e chi invece ti attira al di fuori dell’isola è la parte del tuo Io Superiore, il tuo cuore, la parte che vuole evolvere, che in fondo in fondo sa che sei un essere perfetto, unico e irripetibile e vuole farti brillare in questa vita. 



Come scovare (e amare) i tuoi pattern negativi 




In questa fase di evoluzione e nel viaggio di Amore verso noi stessi, quando incominciamo a osservarci da vicino ed essere più consapevoli dei nostri pensieri e comportamenti attuali, ci capiterà di individuare dei pattern negativi. 




Dei modi, delle reazioni che assumiamo, senza il nostro apparente controllo, che rivelano parti che non ci piacciono della nostra persona. 




Alcuni esempi possono essere: il procrastinare, arrivare sempre in ritardo, alzare la voce quando non vorremmo, continuare a vivere situazioni snervanti, non riuscire ad affermare le proprie opinioni e i propri limiti con gli altri, ecc. 




Quando individuiamo questi pattern negativi, non dobbiamo punirci o essere duri con noi stessi, oppure, ancora peggio, dire “sono fatto così, cosa ci vuoi fare?”. 




Il “sono fatto così” è la scusa che ti tiene sull’isoletta. Se non ti piacciono alcuni tuoi pattern mentali e comportamentali, sei libero/a di lasciarli andare quando vuoi. 




Poco a poco. Intenzionalmente. Con amore. 




Quando scoprite qualcosa che non vi piace di voi, potete trasformarvi in osservatori. 




Non esistono pattern di pensiero negativi o positivi, esistono solo pattern (siamo noi che poi li giudichiamo in “negativi" o “positivi”, a seconda del risultato a cui ci portano). 




Ora vi spiego come funziona il cervello. 




Immaginatevi ogni individuo come l’insieme delle sue connessioni neuronali.. Ahahah è un po’ da nerd del cervello quest’immagine… Capisco che chi non sia appassionato di mente e corpo umano possa fare fatica a seguirmi, però sono sicura che tutti abbiate visto una foto delle sinapsi cerebrali o uno di quei documentari sulle neuroscienze… 




Immaginatevi i milioni di neuroni che stanno dentro la vostra mente (e, mi permetto di aggiungere, in molte altre parti del vostro corpo composte da tessuto nervoso e sue varianti, come il cervello della pancia, il cervello del cuore, etc). 




Bene, davanti a noi abbiamo un essere umano formato da miliardi di connessioni nervose. Ogni connessione è come fosse la combinazione unica di una cassaforte. Ogni sinapsi (connessione tra i neuroni) corrisponde a un pensiero e una catena di sinapsi corrisponde a un pattern di pensiero. 




Ad esempio: il mio cervello ha registrato l’informazione che ho paura dei cani. Quindi, ogni volta che vedo un cane o lo sento abbaiare, si attiva quel pattern abbinato a quello che penso sei cani (“i cani mi fanno paura”) e inizio a sentire qualche forma di paura nel corpo, dall’agitazione al panico. 




Facciamo un breve volo d’uccello sul tuo cervello e per vedere tutte queste connessioni tra neuroni che si accendono e si spengono in continuazione in un interminabile chiacchiericcio, il chiacchiericcio della mente a cui siamo abituati. 




Resta con me in quest’immagine di osservatore. Quello che stiamo facendo è semplicemente osservare il tuo cervello e capire due cose fondamentali:




  1. Le sinapsi sono in continua funzione perché pensare è il lavoro del tuo cervello. Non stupiamoci di avere mille pensieri al giorno (dico 1.000 ma in realtà sono stati contati essere circa 36.000). E’ il lavoro del cervello: pensare, creare idee, mantenere la tua identità. Proprio come camminare è il lavoro delle tue gambe, pensare è il lavoro del tuo cervello. 

  1. Non c’è un percorso neuronale migliore di un altro. Mi spiego meglio: la speciale sequenza in cui si illuminano le sinapsi forma un cosiddetto percorso neuronale. Grosso modo, ogni percorso neuronale corrisponde a un pensiero, o a una sequenza di pensieri che hai. Non ce n’è uno migliore di un altro. 




E’ utile ricordare che quando parliamo di pensieri negativi o positivi siamo noi che stiamo attribuendo quel valore al pensiero. Il pensiero in sé è neutro. 




Il pensiero in sé il prodotto del lavoro del cervello. 




Poi, è difficile che un pensiero sia veramente neutro perché, come vediamo sempre nel coaching, ogni pensiero suscita un’emozione, ha una conseguenza. 




Però di per sé qualsiasi pensiero non è altro che un accendersi di lampadine, o impulsi elettrici, nel tuo cervello. 




Detto questo, guardando il lato scientifico della cosa, forse sarà più facile per te ora imparare ad amare i tuoi pattern negativi, cose che non ti piacciono, che ti creano stress, un tratto della tua personalità che vorresti cambiare, o un abitudine che ti porta lontano dal tuo risultato. 




Quando scopri un pattern negativo della tua mente non è in realtà nient’altro che un’illuminarsi di una sequenza di lampadine nel tuo cervello, viene più facile avere compassione per se stessi e sapere che, se veramente lo vuoi, lo puoi cambiare. 




Fai pratica così




Il tuo esercizio per questa settimana è di diventare consapevole dei tuoi pattern negativi. Scrivine almeno uno o due sul tuo quaderno dell’Amore di Sè, o appuntateli sul telefono quando li noti. 




E’ come fare l’investigatore di te stesso/a, l’osservatore. 




Poi, una volta osservati, guardali con compassione e pratica l’accettazione. Vedrai che così sarà più facile cambiarli! 




Un grande abbraccio e ci risentiamo settimana prossima! 




sara-francesca-signature.png













Come ti ho raccontato nel primo episodio, l’ispirazione per confezionare il corso "Guida Pratica all’Amore di Sè” mi è venuta ascoltando una conferenza di Louise Hay. 




Il suo audio che ho ascoltato su YouTube è una registrazione di un evento che aveva tenuto dal vivo. Nell’arco di circa un’oretta ha elencato 10 passi per amare se stessi secondo la sua esperienza. 




E la sua esperienza è una che conta. Infatti, per chi non la conoscesse, Louise è una donna che ha cambiato completamente la sua vita e aiutato milioni di persone grazie all’attività della sua casa editrice che si occupa di crescita personale. Ho passato un bel periodo della mia vita ad ascoltare tutti i podcast di Hay House, I Can Do It! (Già solo il titolo mi gasava!). 




Voglio raccontarti la storia di Louise in due minuti perché credo possa essere di ispirazione per molti. E’ cresciuta come una bambina abusata e non ha finito le scuole superiori.